Druckschrift 
1 (1650) La Turchia
Seite
91
Einzelbild herunterladen
 

na son.concorsotra ha5 corcoleesemme

De'25. di Ottobre 1614.91cose. Come, la state, lasciar vendere e mangia-re ogni sorte di frutte acerbe, e quantità gran-dissima di cedriuoli e cocomeri; che mescolaticon beuande di acqua nello stomaco non posso-no far buoni effetti: tener le strade per lo piùsporchissime; gettandoui, e lasciandoui putre-far mille immonditie, che anticamente non do-ueua esser così; nè sarebbe hora, se fosse netta eben tenuta vna gran chiauica maestra, che ciera: la quale, con molta facilità, per la penden-za de'colli sù'l mare, teneua le strade pulitissime;& hoggi, per l'ignoranza e negligenza de'Tur-S.chi, essendo turata e guasta, non serue più aniente: e non preseruarsi le genti in cosa alcunadal contagio. Perche, non solo non si fannoguardie per la peste, nè si vsa diligenza alcunadi far far quarantene a chi viene di fuori, ò farpurgar le robbe; ma gli stessi panni di quei, cheſon morti di peſte, ſi vendono ſubito in piazza,nè manca chi gli compri, e se ne serua senz'al-cun riguardo: dalle quali trascuragini non hàdubbio, che la peste e si generi, e si conserui;che se si facesse altrimente, ò non si generereb-be, ò generata, si estinguerebbe più presto. Pe-rò, sia come si voglia, il pericolo continuo, chec'è qui, di vn sì gran male, che hà da far conquell'amenità, e con quella dolcezza dell'aria diM 2Na-