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1 (1650) La Turchia
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Lettera 2. da Costantinopoli.90per vna delle più belle città, e per vno de' piùbei siti del Mondo; tuttauia, ò sia mia partico-lare affettione, ò che, gli antipongo Napoli digran lunga; e le ragioni ſon queſte. L'aria, chein Napoli è così felice, in Costantinopoli è in-costantissima: onde, in vn giorno medesimo, sisente bene spesso gran caldo e gran freddo, assaipiù che in Roma. I freddi poi, sono acuti: iSoli, assai ardenti, e che offendono la testa. LeTramontane, che in Napoli & in Roma son cosìsalubri; qui son di mala qualità: perche porta-no dal mar nero molti vapori grossi, che esalaquel mare, per esser fangoſo, e per lo concorſodi tanti fiumi grandi che vi entrano, e della pa-lude Meotide: & essendo il resto della terra frà'lmar nero e Costantinopoli tutto piano, ò conpoco rilieuo; il primo luogo alto, che trouano,sono i colli della città, soura i quali si fermano:e quindi è, che tutti i tetti, fatti con tegole e canali, come quelli di Roma, si vedono semprecoperti di quella ruggine gialla, ò come la vo-gliamo chiamare, che in Italia l'hauemo per inditio di mal'aria. E certo la peste, che regna inCostantinopoli quasi continuamente; se ben l'a-ria non e infetta, pur'in qualche parte da questaintemperie dell'aria deue naſcere : e parte anchedalla poca cura, che si hà della sanita in moltecose.