Lettera 2. da Costantinopoli.54luogo molti di quegli alberi vi doueuano essere.Pero da' Genouesi, in tempi a noi più vicini, èstata ò ristaurata, o almen posseduta; & infinhora vi sono, delle reliquie loro, alcune fami-glie, che, se ben d'habito e di costumi gre-cheggiano, ritengono con tutto ciò infin' hosgi il rito Latino nella religione, e la lingua Ita-liana, insieme con la Greca, e con la Turca, chequasi tutti sanno parlare: ma son ridotti a pochi,e Pera, che oltra'l giro delle mura, si è ancheingrandita assai di fuori con borghi grandid'ogn'intorno; viene hora habitata, insiemecon loro, da diuerse altre genti; e particolarmente da gran numero di Turchi, che già dimolte caſe, e di alcune Chieſe, che erano primade' Christiani, hauendole fatte Meschite, sondiuenuti padroni. Sotto a Pera, dalla parte Oc-cidentale, nel canale del porto, che in quel luo-go si allarga alquanto, sta l'arsenale, fatto ad ar-chi come si vsa, da tenerui e fabricarui dentrogalee, & altri vascelli; & è grande quanto comporta la grandezza di vn tal porto, e di vn tanto Imperadore. Per andar da Pera a Costanti-nopoli, si potrebbe andare ancor per terra; mabisognerebbe caminare intorno a dodici miglia:che tanto a punto gira il porto, co'l ſuo canalelungo e stretto, che finisce poi in vna linguad'ac-
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1 (1650) La Turchia
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