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1 (1650) La Turchia
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De'25. di Ottobre 1614.55d'acqua, doue entra vn fiumicello di acqua dol-ce. Onde, per non far tanto giro, tutti queiche passano da vna banda all'altra, vanno sem-pre per mare: & a questo effetto, vi è vna quan-tità innumerabile di certe barchette sottilissime,che chiamano Pérame; le quali, a due & a quat-tro remi, gouernate ò da vno, ò da due huomi-ni, che sedendo bassi nel pauimento della barca, vogano all'indietro con le braccia incrocic-chiate, maneggiando ciascuno due remi assailunghi, & anche bene spesso a vela, quando ilmare e'l vento lo comporta, traghettano conti-nuamente infinità di gente, huomini e donne,da vna riua all'altra. Però tornando a Costanti-nopoli, il suo sito non è piano, ma disuguale;e ſi diuide in più colli: alcuni vogliono che ſia-no sette, come quei di Roma, e'l Gillio cosi tiene: altri, contando, come io credo, oltre i sette, certi altri tumuletti e collicelli, membri forſe de i ſette, che il Gillio pur nomina, li moltiplicano infin a noue; & altri anche più, fin'a dieci, & vndici. Io, per la confusione delle caseche tutti gli ricuoprono, non ſaputo mai distinguergli bene. Sia come si voglia, dentro algiro delle mura non c'è terreno alcuno voto,vigne, giardini, come in Roma; ma è tuttohabitato strettissimamente: anzi fuor delle mu-ra

De Topogr.Const. l.1.cap. 5.De Topogr.Const. Li.cap.5. c.9.cap.14.