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1 (1650) La Turchia
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De'23. di Agosto 1614.Baron di Sansy, Caualier gentilissimo, e lette-rato; il quale mi vuol per forza in casa sua, e mi mille gratie. C'è buona conuersatione di mol-ti altri; & in somma si stà allegramente. Quan-do cominciato a ſcriuer queſta lettera, haue-ua animo di esser breue: ma poi il gusto di ra-gionar con V. S. mi trasportato tanto, cheDio voglia che ella habbia patienza di leggerlatutta. Per vita sua, mi perdoni, & habbia flem-ma per questa volta, che vn'altra non la tedie- tanto: e mi scusi, perche noi, che stiamolontani da i luoghi, e dalle persone amate, nonhabbiamo altro gusto, che leggere, e scriuere,parendoci all'hora di parlare a chi vogliamo bene. Però non solo V. S. mi hauerà per iscusato;ma la prego, che alle volte ella ancora, quandonon ha che fare, si pigli vn tantin di fastidio discriuermi quattro righe; con darmi qualcheragguaglio di lei, degli studij (e pur bisognacominciar l'altro foglio) e delle coſe di Napoliche io le giuro, che aspetto con più desideriovna lettera di Napoli, che quelle di Roma, don-de mi vengono le polize di cambio, che a chi pe'l Mondo, non credo che si possa dir più.Per via del Signor Francesco Crescentio, V. S.me le potrà inuiar sicuramente: però intendoche il tutto sia con sua commodità. Mi conser-Gui