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1 (1650) La Turchia
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Lettera 1. da Costantinopoli.48più che bene; perche vn mare, che trauagliòtutti, infin'i marinari: non era tutta via fortu-na di pericolo; e però $i vomitaua in conuer$a-tione, ridendo, e dando la burla l'vno all'altro,Di corsari, non temeuamo, per la bontà del no-stro vascello; e non ne habbiamo mai trouati,benche più volte ne habbiamo hauuto sospetto,e ci siamo preparati per combattere, quando in-contrauamo vascelli non conosciuti. Et io con-fesso la verità a V. S. che gli desideraua; percheconoscendo le qualità della nostra naue, era si-curo, che in tal caso, senza nostro pericolo, hau-remmo hauuto questo gusto di più, di vederevna battaglia. In Costantinopoli poi, tro-uato il Signor Crescentio Crescentij, che a pun-to staua di partenza; e son venuto a tempo, che potuto goder della sua conuersatione qualchegiorno. hauuto anche fortuna di non tro-uarci peste, almeno a rispetto degli altri anni;che se ben ce n'è qualche ammalato in quà & in, non c'è pero cosa generale; e trouo che quise ne tiene quel conto, che nel paese nostro devaiuoli, ò di cosa simile; e se ne parla con vnadomestichezza grande, che la fa temere assaimeno di quel che si farebbe altroue. Habbia-mo poi qui il Signor Ambasciador di Franciaper nome proprio, il Signor Achille d'Arlès,Baron