De'23. di Agosto 1614.45tempo in giù & in sù, e si muta spesso con quel-li aggiramenti pericolosi, che appo gli antichidiedero materia alla fauola di Cariddi: e questa,non tanto instabile, corre sempre tutta per vnverso, ò in giù, ò in sù, secondo ī tempi. Noila trouammo contraria, e però ci diede moltafatica: anzi per passar più facilmente, la mag-gior parte del tempo bisogno appalorciar la bar-ca, che così andaua meglio, che co remi. Purarriuammo ad hora di desinare ad Abido, patriadell'infelice Leandro, e smontai a desinare in ca-sa di vn Turco, che è Viceconsolo iui de' Fran-chi, e mi fece molte carezze. Vidi, nella riuaopposta, mezo miglio lontano, Sesto, che in-sieme con Abido non hà per hora altro nome,che i Castelli; la fortezza de' quali, mi par chesia più di fama, che di sostanza. Per memoriadegli amori d' Hero, e di Leandro, volsi trat-tenermiui fin alla sera; e licentiai la barca di Te-nedo, che se ne andasse. All'Auemaria poi,preſa vn'altra barca ſimile di Abido, mi feci por-tare a Gallipoli: doue, hauendo quei Turchivogato brauamente tutta la notte, arriuai la mat-tina all'alba; e per riposare vn poco, licentiatala barca di Abido, me ne andai in casa di vnFrate Francescano, che staua per Viceconsolo ditutte le nationi Europee in quel luogo: & iui,per
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1 (1650) La Turchia
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