Lettera 1. da Costantinopoli.40per essere egli assente, vn Greco suo seruidoremi riceuè: e messomi a letto, dormij fin'ad ho-ra di desinare: e dopo mangiare, fin alla sera,andai vedendo la citta, che, per goderla meglio,volsi fermarmiui ancora tutto l'altro giorno.E luogo grosso, e ben'habitato; pero alla Tur-chesca, con case basse, senza finestre nella stra-da, e la maggior parte di terra, e di legno. Vnacosa vi vidi, che mi piacque: cioè le strade, do-ue si vende la robba, che son molte, tutte coper-te di legno, per parare il sole; con certi finestri-ni per fianco, come quei d'vn tetto nostro perdar lume; che certo, in questi paesi, & in questi caldi, è gran delitia. A Gallipoli presi vn'al-tra barca per Coſtantinopoli, ma feci per la ſtra-da molte poſate in diuerſi luoghi; & andammosempre terra terra per le riue della Thracia, ve-dendo ogni cosa. Molte terre, e ville, passam-mo senza toccarle; ma le vedeuamo dal mare,che in vero per quel canale è vn gustoso naui-gare. Quelle, che non toccai, furono, Aracli-za, Miriofito città, Rodostò, che passammo dinotte, e vedemmo i lumi e le case, & altre.Quelle, doue smontai, fù prima Peristasi villa,Chora città Arciuescouale, doue andai a desina-re nell'Arciuescouato; Heraclea, che volsi vederminutamente, e vi trouai rouine di fabrichebelle,
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1 (1650) La Turchia
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