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1 (1650) La Turchia
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Lib. 2. c.6.Eneid. 1.VII

Lettera 1. da Costantinopoli.44Veduto che hebbi ogni cosa, tornai ad imbar-care nel Caicco, e l'istessa sera, prima di tra-montare il Sole, giunsi doue Xantho, congiun-to con Simoenta, sbocca in mare. Non credoche il Belonio vedesse questo luogo, perche nonne mentione; e non haurebbe detto, se l'ha-uesse veduto, che Xantho e Simoenta siano cosìpiccioli fiumi, che la state si secchino, e l'inuer-no a pena si conoscano: perche non solo, comehebbi relatione da' Paesani, non si seccano, masono tanti grossi, che alla bocca, doue vniti en-trano in mare, vi possono entrar vascelli, e ca-minare anche in dentro per dieci miglia; & iocon gli occhi miei, paſſando, vi vidi vn vaſcellomediocre, ritirato come in porto, che haueuadato fondo dentro al fiume: il che mi par checonfronti con quel che ne dicono Virgilio, &Homero, che non gli fanno così piccioli; masfimamente Virgilio, in quei versi,vbi tot Simois correpta ſub vndisScuta virum, galeasque & fortia corpora voluitQuella notte, riposammo vicino a terra; e lamattina seguente, ritornando al camino, comin-ciammo ad entrare nello stretto trà l'Europa el'Asia; doue è vna rema ò corrente gagliardissi-ma, come quella di Messina: ma in questo dif-ferente, che quella corre taluolta in vn'istessotem-