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1 (1650) La Turchia
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De' 23. di Agosto 1614.29di Negroponte, che con vn ponte solamente al-la terra ferma si congiunge: onde Giulio Soli-no, con ragione, mette in dubbio, se frà le iso-le debba numerarsi: e finalmente l'isola di Scio;intorno alla quale, con tutto che fossimo vici-nissimi, ci conuenne star trè giorni, prima chepotessimo afferrarla; perche il vento contrario,per darci martello, ci andaua aggirando per va-ri luoghi di quel canale, che la diuide dalla ter-ra ferma della Natolia, senza che potessimo ac-costarci: pur'al fine demmo fondo in vn ridossodell'isola, ma lontano dalla città diciotto migliain circa. Mentre erauamo in questo luogo, sep-pe il Signor Vincenzo Giustiniano, nipote delSignor Marcello, che io era in naue; e per fa-uorirmi, venne, insieme co'l Signor BernardoGrimaldi, con caualcature e barche a pigliarmi;e così alli diciotto di Luglio, accompagnato dai suddetti Signori, presi terra in quell'isola, checon molta ragione si dice esser le delitie dell'Ar-cipelago, e'l giardino della Grecia. E perchesbarcai lontano, come hò detto, dalla cittàhebbi occasione, in passando, di vederne buo-na parte. Passai quel giorno per gli campi, do-ue sono i Mastici; intorno a i quali, i contadi-ni haueuano già nettato il terreno, per racco-glier la gomma; & in alcuni, haueuano comin-ciato