IIEneid.3.Eneid.3.Eneid 3.Eneid. 3.Eneid. 3.
22Lettera 1. da Costantinopolicontrario, ricercaua l'istesso modo di nauiga-tione.Dopo hauer lasciato Italia, la prima terra chevidi, furono i monti della Cimera, già dettiCeraunia,Vnde iter Italiam, cursusque breuissimus vndis.Sotto a questi ci fermammo non so quante ho-re, & io li contemplaua con gusto, per la me-moria del Poeta, che ne scrisse. Costeggiammopoi tutti i lidi dell'Epiro, ne i quali prima di ar-riuare a Corfù, riconobbi il Porto Chaonio, e'lluogo, doue dell'alta città antica ritiene ancorail nome, benche corrotto, Butintrò. Mi ricor-dai de i pianti di Andromache: delle doppieesequie, che celebrauaAnte vrbem in luco falsi Simoentis ad vndam:vidi l'istesso fiume; e con molto gusto andai ri-conoscendoCognatasq; vrbes olim, populoſij; propinquos;souuenendomi le parole del nostro antico padre,Maneat ea cura nepotes. Staua ancora in questipensieri, quando entrò la naue dentro al portodi Corfù; intorno al quale, sopra scogli altissi-mi, hanno i Signori Venetiani fabricato for-tezze, che meritano d'esser chiamate, come di-ce Virgilio, Arces aërias Phaeacum. Era a pun-to, quando entrammo, il giorno della vigiliadi