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1 (1650) La Turchia
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De' 23. di Agosto 1614.di San Giouanni, che in Napoli si fanno tanteallegrezze: ma a noi succedette il contrario;perche a pena haueuamo dato fondo dentro alporto, quando soprauenne vn vento Maestraletanto gagliardo, che non bastando le ancore atener la naue, ci spinse con grandissima furia interra, e ci mancò molto poco, che non rompeſsimo in quei scogli: pur con la diligenza e pre-stezza de marinari, si rimediò a tempo, ma du-rò tutto quel dì la maretta tanto gagliarda, cheio non potei vſcir di naue. L'altro giorno poi,che era cessata, sbarcai; e vidi la citta, che e picciola e brutta, e la campagna intorno, che è bella assai. Quattro giorni ci trattenemmo in questo luogo; ne i quali, se ben la notte io dormijsempre in naue, ogni dì smontaua in terra, e vi-di quel che ſi poteua vedere: riceuendoui moltecortesie dal Signor Fabio Aronio nostro paesano,che vi trouai occupato con honorato carico a co-mandar la soldatesca. Di notabile, non trouaialtro, che le fortezze; le quali la Natura, più chel'Arte, rende inespugnabili: & il corpo di San-to Spiridone, ò Spiridione, che visse al tempodel primo Concilio, ſe ben mi ricordo; & horahà la carne così viua, e fresca, che toccandosi lapolpa della gamba, cede al dito, e poi torna alsuo luogo; e certo mi parue vna bella reliquia.Per