Lettera 17. da Baghdad764ne parte. Ma non sò che sarà, perche egli èpartito vn pezzo fa verso Sphahan, doue, se ionon arriuassi a tempo di trouaruelo, Dio sà selo riuedrei più, ſe non forſe co'l tempo in Ita-lia: perche da Sphahan piglia egli la strada perLeuante verso l'India; & io la piglierò più tostoper Ponente verso la Media. Di più, hò grandubbio, che in queſto particolar del Cinnamo-mo non s'inganni; e che il vero Cinnamomodegli antichi non sia altro che la Cannella, co-me al sicuro il Dar Sinì degli Arabi altro che lanostra Cannella non è. E se la chiamano DarSinì, che in lor lingua è quasi come AromaSinicum, sarà per ventura, perche forse ne tem-pi antichi da Cina solamente, e non da Seilàn,doueua venire. Della Cadmia poi, e degli altriminerali, che V. S. desidera da Cipro; con vn'al-tro di più che io vi aggiungo, cioè la pietraAmianto che si fila, della quale gli antichi fa-ceuano le tele incombustibili, per bruciaruidentro i cadaueri, & in Cipro ho inteſo cheve ne è quantità; hò già scritto, e dato ordine;& in fatti, quello che vi sarà, l'haueremo. Evada pur V. S. pensando, e mettendo in listaciò che di più le venisse voglia di hauer dallaTurchia, che quando io sarò in Italia, lo pro-curerò; e se ben ne' paesi non sarò io in personaa cer-
cerescon è