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1 (1650) La Turchia
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Virg.Ecl.10.Tass. Gier.lib. cant. 1.XII

762 Lettera 17. da Baghdadmente troppo seuero; ò se altri a sorte, per vi-le interesse sottilmente stirato, sentendo questiauuenimenti, dicesse che quà, e che, V. S.mi fauorisca di risponder per me, che siamohuomini, che Omnia vincit Amor, e che final-menteNon cupidigia in lui d'oro, ò d'impero,Ma con quel che segue.1.1.1.1Spedita la narratione de' miei ſucceſſi, ne' qua-li, benche io mi sia allungato assai più che daprincipio non voleua, credo tuttauia di nonhauer fatto errore; perche, quantunque cosemie particolari, fanno nondimeno molto a pro-poſito per la notitia de' coſtumi vniuerſali delpaese; vengo hora a dire a V. S. qualche cosadelle Droghe e Minerali, de' quali altre voltemi mandato lista, e desidera informatione.E prima, il Cinnamomo degli antichi, mi di-ce vn Droghier Venetiano, che è qui, che nonè altrimenti la Cannella fina, come scrissi a V. S.da Aleppo per relatione di quel medico Fiam-mingo; e per conseguenza, se il detto di costuifosse vero, non sarebbe anche il Dar Sini,che V.S. mi scrisse: perche Dar Sinì, come di-cono gli Arabi, ouero Dar Cini, come dicono iTur-

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