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1 (1650) La Turchia
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Lettera 15. da Aleppo636pensare. Di poi, passati amendue i fiumi famosi, e seguitando il viaggio pur sempre versoi Regni dell'Aurora, me ne anderò a drittura,insino a tanto ch'io la ritroui nelle sue regioni.Non sarà totalmente facile il camino: percheoltre alle difficultà ordinarie de' viaggi lunghi:come, di trouar varie lingue, varij e barbari co-stumi; di correr Terre strane, e tal volta disha-bitate; d'attrauersar montagne asprissime; var-car fiumi, e forse mari sconosciuti; vi è di più,che la strada, che colà conduce, è guardata alpresente da due fieri, e fortissimi Giganti, chia-mati l'vno Othmanico, e l'altro Sofiano, fedeli,l'vn'e l'altro, a Macone; i quali, non so per qualvirtù incantati, con ispauentosa, & incessabilbattaglia, combattono perpetuamente frà di lo-ro; e con le spade grauissime, e sopramodo ta-glienti e lunghe, che hanno in mano, non soloscambie uolmente feriscono se stessi senz'alcunapietà, ma crudelmente minacciano ancora, edi mortali colpi atterrano & vccidono chiunquefrà di loro si ponesse, ò volesse passar per quellavia, che, angustissima alla smisuratezza de' lorogran corpi, viene da essi tutta occupata, e consomma vigilia guardata di continuo; acciochel'Aurora, di cui sono oltre misura gelosi, nel-l'amore d'alcuno straniero, che ingegnosa, &ardi-

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