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Lettera 14. da Aleppo632glia, non fù poco, che a lungo andare al finela meschinella della Luna la scappasse, mercè a 1braui strepitanti: ma, se in questa cosa io ha-uessi di che ridere, V. S. lo può ben'imagina-.re.Questa sera, ò per dir meglio questa notte,haueremo per tutta la città bellissime luminarie,con molte feste, e grandissimo concorso di gen-te per le strade; perche e la notte della Luna pie-na, e per conseguenza della metà del mese Scioa-bàn, a i Mahomettani molto solenne. Attribui-ſcono coſtoro le notti ſempre al giorno ſeguen-te; e non si marauigli V. S. se adunque celebra-no questo plenilunio vn giorno dopo all'eclisse,perche i mesi loro cominciano a contarli dal dìdell'apparitione della Luna, che suol'esser sem-pre vn giorno dopo del vero nouilunio, ſe nonpiù: e quindi è, che la festa di questa notte so-lenne della metà del mese Scioaban, viene a ca-der dopo l'eclisse, come ho detto. La chiamanola notte dell'immunità; e credono che in essa siconcedano loro gran perdoni, e molte gratiedal cielo; onde per cio, in tal guisa, piu dellealtre di tutto l'anno la festeggiano. A proposi-to di queste feste, non lascero di dire, che tutto'lmese Ramadhàn, precedente al Bairamo ò festagrande de' Mahomettani, nel qual mese essi di-glu-
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