De' 15. di Giugno 1616.503me diceua il Signore Scarlatti, quel gentilhuo-mo Greco) era da credere, che il Sangiacco nonvolesse da me vna burla simile; e che sarebbe sta-to all'erta; e se fosse bisognato, haurebbe troua-to inuentione da valersi della forza: perche infatti, in Turchia, non c'è creanza; e quanto piùvna persona è di rispetto, tanto più cattiui ter-mini può aspertar sempre da questa canaglia,perche in somma così si procede. Però mi con-sigliaua egli, che io lo preuenissi, prima che mimandaſſe a chiamare: che andaſſi a viſitarlo, pre-sentandogli il mio comandamento, e portando.gli regalo, conueniente sì, ma non istraordina-rio: co'l quale, diceua egli, gli daremo in boc-ca, che non hauera faccia di domandare e volerealtro. Soggiungeua di più, che io poteua andardi buona voglia, perche mi hauerebbe honoratoassai; cioè, mi haurebbe fatto sedere a canto a se,dato a bere del Cahue, e forse da mangiare; co-ſe, che i poueri Greci, auuezzi a viuere ſchiauisotto i Turchi, & a non vedere altro Mondo,quando possono arriuare ad hauerle, par loro ditoccare il Ciel con le dita: con tutto poi, che nelmedesimo tempo siano trattati di tu parlando,e strapazzati in mille modi; rispondendo essi al-l'incontro ad ogni parola, Sultanum, con milleinchini, riuerenze, & atti strauaganti di humil-tà,
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1 (1650) La Turchia
Seite
503
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