De' 15. di Giugno 1616.501anelli che sonauano. Arriuarono queste voci finall'orecchie del Sangiacco, ò Beig della Cittâ; ilquale già per prima era informato del mio veni-re. Non penso che egli credesse quelle baie direami: ma il sacco de' Zecchini gli era entratovn poco in testa, e vi haueua messo alquanto lamira, per quanto potei conoscere da quello, chefece poi, come V. S. intenderà a suo luogo. Miteneua per Beig, e Beigzadè, come era anchescritto nel comandamento; & in conclusione ha-ueua gran voglia di trouare inuentione da sgraffi-gnar se poteua; ma al pouer'huomo gli riuscì va-na; che haueua da far con Franchi, li quali, sa-rebbe troppo gran vergogna, che da' Turchi silasciassero burlare. Venne, subito che io fui ar-riuato, a visitarmi in Conuento, con molta co-mitiua e solennità, vn Gentilhuomo Greco diCostantinopoli, stimato fra' Turchi, bencheChristiano e vassallo, perche è ricco assai e libe-rale, & hà non sò che vfficio del Gran Signore,co'l quale ancora arriua tal volta a parlare. Lavisita di quest' huomo mi fece vn poco danno,perche accrebbe il nome delle mie grandezze;però io gliene restai con obligo, sapendo, che lofece per bene e semplicemente, solo con inten-tione di honorarmi. Haueua fatto egli ancora ilmedesimo viaggio poco prima di me; e non micono-
Druckschrift
1 (1650) La Turchia
Seite
501
Einzelbild herunterladen
verfügbare Breiten