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1 (1650) La Turchia
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De 7 di Marzo 1616.46che vi sarà, secondo il luogo che è; e quello conle sue mani taglia il laccio, legge la carta, e man-da il Colombo a riposare, fin che sia tempo dirimandarlo vn'altra volta fuori, accioche tornicon simile occasione. Mi son'allungato vn pocoa descriuer questa historia minutamente, percheè cosa curiosa; & io l'hò veduta, e sentita da quelli stessi, che ne hanno pensiero.Passando ad altro, dirò ancora, che hò vedu-to tornar la carouana della MeKa; la quale, in-contrata con cerimonie simili, come quando vsci,che l'hò già scritte a V.S., entrò in Cairo il dì deventi otto di Febraio. Soleua portar gran mer-cantie, e robbe curiose; ma questo anno hà por-tato poca cosa: si vede solo quantità infinita diMaimoni di più sorti, a i quali questi Cairini fan-no far cose tanto belle, che certo è vn gusto a ve-dergli. L'altro giorno hebbi a crepar di ridere,Passaua vn di questi Maimongì con più d'vnadozzina di animali attorno. In prima, haueuavn Asino, che esso ancora giuoca: a cauallo all'A-sino, andaua vn Maimone: in groppa vn'altro;& vn'altro men grande a seder sopra la testa frà leorecchie: e quello che cauascaua in sella, per dircosì, ne haueua vn'altro, piu picciolo di tutti, acauallo sù le sue spalle. Vn'altro ne andaua interra a cauallo ad vn cane; che pur giuoca, e lopor-