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1 (1650) La Turchia
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461De 7. di Marzo 1616.di mandare auuisi con prestezza per via di Co-lombi, come a punto il Tasso descriue nella suaGierusalem; e degli antichi anche Plinio, frà glialtri, ne racconta vn caso accaduto in Italia tràRomani, nell'assedio di Modona. Veniua i gior-ni addietro vn Ciausc, mandato al Bascià del Cai-ro dal Primo Vezir, che stà in Aleppo con l'eser-cito, a domandar gente per la guerra di Persia.Si ammalò il Ciausc in vna citta sei giornate lon-tano di quà; e non potendo seguir oltre, spedìvn'Arabo a piedi, che portasse al Bascià le lettere;e nel medesimo tempo il Beig del luogo ne man-dò all'istesso Bascià l'auuiso con vn Colombo.Venne il Colombo in vn giorno, e si seppe subi-to la nuoua; cioè la sostanza di quel che portauail messo: l'huomo poi, che doueua arriuare insei giorni (che questo è conto fatto, sei giornated'huomo a piedi, vna giornata di Colombo) tar-dò per non so che accidente vn giorno ò due dipiù, delli sei, a venir con le lettere; e però fecedubitar di se, ma pur'al fin venne. Io mi sontrouato presente al tutto, e per mia curiosità volsisaper come và la cosa: e mi fù detto, che tengonoper tutto colombaie a posta, e quella del Cairostà in castello doue habita il Bascia, con huomi-ni diputati, che ne tengono cura. Ci sono mol-te paia di Colombi, maschi e femine, accoppiatigià

Cant. 18.Lib. 10.cap. 37.