Lib. 14IIII
Lettera 12. dal Cairo460no stimate assai) per condurle in Italia; perchefanno balli galantissimi; e nel medesimo tempoballando, suonano, e cantano, raccontando ne iversi delle canzoni alcuni auuenimenti amorosi;& i gesti della vita, fatti nel ballo, sono tutti attie mouimenti a proposito dell'historia che cantan-do raccontano, conforme a i Mimi antichi: lequali cose, fatte da giouani belle, in habiti stra-ni, & in musica, a tempo di suono, mi credacerto, che per chi l'intende ne' loro linguaggi,son galantissime. Però queste Cenghì del Cairo,son diuersissime da quelle di Costantinopoli; eprocede per auuentura dalla caldezza del paese,che è maggiore; onde qui son più procliui al ma-le: in somma i balli loro non consistono in al-tro, che in mouimenti di vita, fatti in terra sopravn tapeto, in diuerse foggie, e diuerse posture,tutti rappresentando atti osceni: ma cento voltepiù sfacciati, che quelli delle Ciaccone, e Sara-uande Spagnuole; tali in conclusione, che la Ga-ditana di Martiale non ci stà per niente; e li fan-no a tempo d'vn certo suono e canto, che io fa-rò sentire al Signor Dottore, quando tornero, sùla chitarra.Vna delle altre curiosità, che mi è occorsa inquesti giorni, e stata di hauer trouato, che inqueste parti si vsa hoggidì ancora quel bel mododi