Druckschrift 
1 (1650) La Turchia
Seite
453
Einzelbild herunterladen
 

De 7. di Marzo 1616.453be noioso, massimamente per la carestia dell'ac-qua; della quale tuttauia, non resto di portar conme buona prouiſione. Hauerò di buono ancora,che la carouana questa volta è picciola, che noncredo, che in tutto passeremo cento cameli; e sonla maggior parte Ebrei, & altre genti, che parteper esser miei amici, e parte perche io più gen-te di ciascun di loro, toccherà a me di coman-dargli, e far caminare, e posare quando vor-, che non sarà poca commodità: e penso dipigliarmela molto a bell'agio, per non mi stan-care. Il nostro camelier maggiore poi, HaggiMuhammed, ch'è vn di quelli, che venne giacon me al Monte Sinai, si e portato molto bene;e questa mattina a punto, mi menato a mo-strare i cameli che mi trouati, che son vera-mente di tutta perfettione; belli, grandi, e taliin somma, che come hanno detto tutti, frà mil-le, non se ne sceglierebbono altrettanti simili.Si in questo viaggio di Gierusalem, non conquei cameli piccioli Arabi, come al Monte Si-nai, che si camina sempre per montagne; macon quelli grandi assai, che qui si chiamano pro-priamente cameli Turchi; e'l detto Haggì Mu-hammed, per far le cose più pulite, gli ha dipin-ti tutti da capo a piedi, come vsano alle voltequì nelle solennita grandi, co'l color, che si facon