XIV
Lettera 11. dal Cairosieme con loro prego da Nostro Signore ogni ve-ra felicità, e per fine le bacio le mani. Dal Cai-ro li 25. di Gennaio 1616.Mando a V. S. qui incluso l'Alfabeto Costo,ouero Egittio; che, come perſona intendentiſſi-ma che e delle lettere Greche, credo certo, chehauerà caro di vederlo, per le cose, che io glienehò scritte. Scorgerà V. S. in esso la forma di tut-te le lettere, che hà dell'antico assai; come anchela pronuntia de i nomi di esse, differente alquan-to da quella de'Greci, che mando scritta con let-tere nostre. Vederà le lettere, che ci sono di più,che appresso i Greci non si trouano; & in cheluogo dell'Alfabeto stiano. Sentirà la pronuntiadi tutte, ſecondo l'vſo della lingua Egittia, chepur con lettere nostre, al meglio, che si può, hòrappresentata; e sopra tutto quella delle vocali,nella quale, come dissi, pare a me, che appari-scan segni di molta antichità. In quella di alcu-ne consonanti, come del π con suono quasi diB, non hò dubbio, che non vi sia qualche cor-rutrione moderna, cagionata dalla lingua Araba,che hoggi nell'Egitto si parla. Mando ancoral'istesse lettere dell'Alfabeto, per ordine comevanno, con tutti i lor significati de'numeri, quan-do han da seruire per note arithmetiche: doueV. S. vedrà quel che dissi del σ per lo numero diSei;