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1 (1650) La Turchia
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De'25. di Gennaio 1616.di palme, tessute come le nostre sporte. Ne vi-di vna grande in terra, che la risarciuano, e lacuciuano pur con fili di materia simile. Non, se le portino così per carestia di tele, ò per-che; ma mi dissero, che i vascelli d'India quasitutti vanno a quel modo: a me non piacqueropunto; perche son graui, difficili a maneggiare,& al fuoco molto pericolose. Veduto ch 10 heb-bi ogni cosa in Sues, me ne partij dopo desinareil giorno nono di Gennaio, e fui seguitato da duecarouane groſſe di più di cento cameli: vna dellequali, fin dal Tor si era accompagnata con noi;e l'altra staua in Suès, & erano genti, che nonardiuano di passare, per timor di certi ladroni,che si era hauuto nuoua, che erano in campagna,& haueuano rubato ad vn'altra carouana molterobbe, e bestie: ma quando videro, che noi an-dauamo innanzi allegramente, tutti ci si affila-rono appresso, tenendoſi ſicuri ſotto l'ombra no-stra. Da che può raccoglier V.S. che gente siaquesta; quando cinque Franchi, che erauamo,con non molta compagnia di più de i loro mede-simi, summo atti a dar animo di caminare a tante persone, che senza noi da se sole non ardiuanodi vscire. Quel giorno passammo dal Pozzo diSuès, che descriue il Belonio, che all'andare io Lib.2.cap. 55.non l'haueua veduto; e la medesima sera tornam-Kkkmo