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1 (1650) La Turchia
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Lib. 16.Lib.17.De Cyr.min.exp.lib.2.Lib. 1.Lib. 2.Lib. 4.

Lettera 11. dal Cairo1367.sproposito: ma per la carestia del ferro; & ancheper vn'vso così preso, che in fatti, mentre posso-no hauer lo stesso seruigio, e spender manco, mipar, che facciano benissimo. Nè si è veduto ciòsolo a'tempi nostri; perche Strabone fà mentionedelle barche di cuoio, vſate pur'al ſuo tempo da-gli Arabi nel mar rosso; e di certe altre, compo-ste di verghe, che vsauano gli Egittij nel Nilo ai confini dell'Ethiopia. E Senofonte, molto pri-ma di lui, delle barche di cuoio nel Tigre; e piùinnanzi ancora Herodoto, di barche pur di cuoionell'Eufrate, e di nauili fatti di piccioli pezzi dilegno in Egitto, ci han lasciato memoria: oltreche in tempi più vicini, come auuertì Pietro Biz-zarro nella farragine di quel suo gran volume del-le cose della Persia, in cui nulla per certo lasciòindietro, nella speditione di Giuliano Imperado-re contro i Parthi, ò Persiani che fossero, moltebarche di cuoio nell'Eufrate furono adoperate,benche hora a me non souuenga, da qual'autoreantico egli dica di cauarlo. Pescaua io dunqueil giorno della Circoncisione nel mar rosso; epreſi tanta quantità di oſtriche, e lumache di piùsorti, tanti coralli, e bizzarrie di quel mare, chene hò empiuto quattro, ò cinque caſſe; e già lemando in Italia, per farne co'l tempo vna fonta-na in memoria de viaggi miei. Nascono questepie-