De' 25. di Gennaio 1616.42dicono, scoprir molto lontano il Mar rosso, &anche il Mediterraneo (ma noi non vedemmoniente, perche era tanta la neue e'l nuuolo, chenon ſcorgeuamo quattro palmi diſcoſto) hauemmo più a basso meglio andare: perche seguiua-mo, doue la neue non le haueua ricoperte, lenostre stesse pedate; e per lo continuo fioccareessendo la neue morbida, che non isdrucciolaua,ci laſciauamo andar per lo più ripido, ſpingendole gambe innanzi, e'l capo indietro; di manie-ra, che veniuamo giù con vna pre$tezza mirabile, facendo scorse di dieci canne alla volta senzamueuer passo: e'l peggio, che poteua auuenire,era di cadere addietro nella neue, come moltevolte cadeuamo; dentro alla quale, benche altifsima, non era possibile a sotterrarci, perche era-uamo molti, e non cadeuamo mai tutti ad vntempo, e quando vno cadeua, gli altri aiutauano.Queſto modo di andare in giù, riuſci molto gu-stoso, e speditiuo: ma a me mi guastò le scarpetalmente, che vna me ne vſciua dal piede, e nonpoteua farcela stare; ma bisognaua condurla stra-ſcinone, poiche andarne ſenza, su per quelle pie-tre, non era possibile. Mi diede questa cosa fràle pietre tanto fastidio, quando fummo negli vl-timi monti da basso, doue non era più neue;che, se non hauessi hauuto il Monaco, che miHhh 2con-
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1 (1650) La Turchia
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427
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