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1 (1650) La Turchia
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Lettera 11. dal Cairo3¹⁵in Napoli sono schiaue: delle quali cose in Co-stantinopoli haueua domandato a molti, per far-le il seruigio; ma colà non haueua mai trouatopersona, che hauesse saputo certamente raggua-gliarmene: però dalle parole, che riferiua To-maso della donna, che cercaua di saper di schia-ui di Napoli, e dal nome Turco di Stangiò, chemi parue di ricordarmi esser quello del paese diMadonna Caterina (perche quella lettera nonl'haueua con me, che non penſando a paſſar datal luogo, l'haueua laſciata in mano di vn'ami-co mio, con ordine, che ne pigliasse informatio-ne) in fatti argomentai, che era questo; e consi-derando di essermene ricordato dopo'l fatto,quando il vascello già caminaua, e non ci erapiù rimedio, non ci poteua hauer patienza.V. S. creda certo, che se grande il gusto, chevi hebbi, altrettanto il disgusto, che presi diquesto. Hauerei pagato qualsiuoglia cosa a po-ter tornare: perche hauerei forse trouato alcunode' suoi: gliene haurei dato nuoua: mi haureb-bero per ciò fatto più carezze: si sarebbe stabili-ta maggiore e più lunga amicitia: in conchiu-sione, me ne hebbi a disperare; e per tutta lastrada non faceua altro, che pregare Dio, chevenisse vn vento contrario, che ci riportasse a:ma non hebbi mai questa buona ventura. Contutto

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