Lettera 11. dal Cairo310luogo pigliasse il nome. Mi disse di più, che viè vn'altro luogo, che chiamano Pili, da Peleopadre di Achille, che pur vi habitò: però queſtegenti d'historie sanno poco, ò niente: non par-lano delle cose con fondamento, & hanno solocerte semplici traditioni di persone idiote. An-dammo poi vedendo tutta la Terra; doue, inmolti luoghi, trouai marmi, pezzi di colonne,di statue, & altre reliquie di fabriche, che dan-no inditio di essere state buone. Trouai vna fon-tana, con pila di marmo, accommodataui da imodeni, vicino alla casa d'Hippocrate; e final-mente parendomi di hauer veduto il tutto, mene tornai in vascello. Il giorno seguente non sitrattò di partire, perche il vento seguitaua tuttavia contrario: anzi dubitandosi di gran fortuna, che tale la minacciauano il mare e'l cielo;io non volsi vscir dal galeone, non sapendo sedoueua correre, ò che fare; perche il luogo do-ue stauamo, non era porto, nè molto sicuro dafermarsi. Stando dunque in vascello, mi fù mo-strato in terra ferma incontro a Cò, il CapoCriò, che così lo chiamano hoggi; & è il luo-go, doue era anticamente Gnido, che per esserdedicato a Venere, & a Cò tanto vicino, non mimarauigliai di quel che haueua inteso, che lodonne di Cò siano, non men che belle, dedi-te
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1 (1650) La Turchia
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310
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