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1 (1650) La Turchia
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25. di Gennaio 1616.305i Franchi: sogliono veder solo Turchi, e di quel-li anche, se non è pur disgratia, pochi vascellivi approdano; di maniera che non è gran cosa,che la mia persona fosse loro strana. Quest'huo-mo, che parlaua con me, si chiamaua Sebastiano, & era Cartofilax (secondo me, Archiuista)della Chiesa; e per quanto potei conoscere, de ibuoni del paese; e non era affatto ignorante. Glidomandai subito, se vi era memoria alcunad'Hippocrate: mi disse che; e mi menò a ve-der'vn luogo fuor della Terra ne' borghi, douesi vede anticamente esserui stata vna piccola casa, che dicono che fosse la casa d'Hippocrate; e'lluogo lo chiamano hoggidì Pucrà, voce Turca,& a proposito senza dubbio, perche Pucràt ò Bu-crat (che è tutto vno) si chiama Hippocrate inTurco, per quanto veduto in vari libri. Midisse anche il buon Cartofilax, che nell'isola vi èvn luogo chiamato Hiraclìs, da Hercole, chevogliono, che vi habitasse (forse quando la sac-cheggiò, e vi vccise il Eurypylo, ò per li la-dronecci che ei faceua, o per desiderio della fi-gliuola di lui Chalciope, che ad Hercole piac-que) ma io penso piu tosto, che vna chiesa diChristiani, che iui e hora dedicata a San Gio-uanni; se bene a mente, fosse a tempo anticotempio di Hercole, e che perciò da esso quelluo-