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1 (1650) La Turchia
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De' 25. di Gennaio 1616.30Il de ventiotto, trattenuti da vn poco di bo-naccia, ci aggirammo intorno a Scio, dentro,e fuori: ma pur'al fine la passammo per lo cana-le di dentro. Il martedì a'ventinoue, tenendoci sempre a man sinistra intorno alle riue del-l'Asia, passammo con buon vento in mezo diSamo, e d'Icaria, che hoggi volgarmente è det-ta Nicaria. Scuoprimmo Pathmo, e trà quelgiorno, e quel che venne appresso, ci lasciam-mo adietro molte altre isolette, non tanto co-nosciute; come i Forni, Lero, che è Ireon'anti-ca secondo'l Belonio, Arci, e Palatia; tra la qua Lib.2.e.11.le iſoletta & vn Capo di terra ferma, che nonconosco per altro nome, che per lo Turco, Ca-rabagda, che vuol dir Nella vigna nera, ci con-uenne trattenerci alquanto per la bonaccia: tut-ta via il primo giorno di Ottobre facemmo forzadi entrar nel canale, che diuide da terra fermal'isola di, patria del maestro della medicinaHippocrate, che da i Turchi e chiamata corrottamente Stangiò; formando questo nome, comesogliono di molti altri della Grecia, dal greco articolo e prepoſitione Stin, e da Giò proferita daloro malamente, quasi che volessero dire Stin-. I Latini la chiamano alcuni Lango; e così,secondo l'ignoranza di diuersi, piglia questa iso-la diuersi nomi, come auuiene anche di molteal-L.