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1 (1650) La Turchia
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Degli 19. di Settembre 1615.301do il Lunedi, tutti insieme ce ne venimmo di nuo-uo alla citta; però quelle campagne fuori, peresser priue di alberi per lo più, e poco habitate,io le trouai assai men delitiose, che non pensa-ua. Non altro per hora, onde possa piu al-lungarmi nello scriuere; e quando ben l'hauessi, i negotij della vicina partenza non mipermettono, che intorno a questa lettera io con-sumi più tempo: che faro fine, pregando V.S.che mi ami, come è solito, e che non si di-mentichi di me, mentre io non prima che daEgitto, quando colà giunga, potro con nuo-ue lettere rinfrescarle di me la memoria. Di la,V. S. attenda senz altro altre mie; le quali perònon verranno così spedite, e tarderanno ad arri-uarle, quando non habbia occasione d'inuiarnealcuna per mare; perche, douendo venir perterra, la strada è lunga, vi è altro modo, chedi sarle capitar qua in Costantinopoli, con farlegirar per terra tutta la larghezza dell'Asia. Tut-tauia verranno pur'al fine, e di V.S. sentiràda me ciò che di curioso sapro trouare in quelpaese, che padre vn tempo di mille curiositàalla nostra Europa. Volendo V.S. scriuermi,di che fare la prego che alle volte non manchi,mandi le sue a Roma, che i miei colà saperannocome me le haueranno da inuiare; & io, ben-che