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1 (1650) La Turchia
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Lettera 9. da Costantinopoli286Turchi) ben legato con coperta galante, e tut-to insieme in vn volume, benche soglia andarein quattro, con miniature d'oro, e simili ga-lanterie; e per compimento di perfettione e ri-putatione, c'è questo di più, che io di certo,che questo libro è stato di Nasùh Bascia primoVezir, il quale lo porto da quelle parti verso laPersia, doue si scriue molto meglio, che quima dopo che il detto Nasùh fatto morire, co-me auuisai a V. S., il libro ancora, correndo lastessa fortuna dell'altra robba di lui, dopo la con-fiscatione, non per qual caso, è capitato ve-nale in Bezistèn, in mano di vn riuenditore,che lo comprò. Ioadunque, andandone in cer-ca, in man di coſtui l' veduto. Horsù, finia-mola: l' comprato: l' hauuto per buonprezzo, che non mi costa più di venticinquezecchini d'oro in oro: l'ho già in casa: stà den-tro alla mia cassa, auuolto in buone fodere co-me merita, & in somma si porterà a publicocommodo di tutti i virtuosi. Lo scriuo a V. S.,perche, che ne hauera gusto. Questi libri ve-ramente, se io volessi, potrei mandarli in Italiamolto prima del mio ritorno; cioè, con le naui,che verranno questo inuerno: ma, per dirla aV. S., non mi arrischio: gli troppo cari,non vorrei perdergli allo sproposito: che io,che