28De' 4. di Settembre 1615.de i libri Arabici, che m'impose, che io le tro-uassi, hò già in mano il Mircat, dittionario dibuona lettera; e di più il Miràh, con Izzì, e Mac-sùd in vn solo volume; & in vn altro, Bina em-thelesì, al quale farò aggiungere, se ben V. S.non me l'ha scritto, vn altro, che ho inteso checi và innanzi, e si chiama, se ben mi ricordo,Sigà emthelesi. Tutta questa compagnia dalMiràh in giù, fin'adeſſo, l'hò ſemplice, ſenza icomenti: i quali intendo, che siano vn libro aparte, e me ne hanno detto il nome, che nonme lo ricordo. Non l'ho ancora, ma si cerca, el'hauerò in breue: come anche haueró tutti glialtri, che V. S. mi hà auuisati, se si troueran-no; che ne tengo nota, e si cercano, e non mene dimentico. Dò nuoua ancora a V. S., chedi quel Camùs che V. S. mi ha tanto esaggerato,con dir, che se io ne portassi vno in Italia, por-terei vn tesoro per la lingua Arabica; hauendo-ne fatto diligenza, i Turchi mi hanno detto,che in tutta Costantinopoli non ci sarà quattroò cinque huomini de i più dotti, che intendano questo libro; e pero, che ce ne sono pochissi-mi. Non perdendomi perciò di animo, l'hofatto cercare, e finalmente ne hò trouato vno;scritto tutto in carta di seta Persiana, di bellssimalettera, correttissimo (che è cosa rara trà i libriTur-
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1 (1650) La Turchia
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285
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