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1 (1650) La Turchia
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26De' 27. di Giugno 1615.gini loro, e che a me più e più volte hà messoil ceruello a partito, e dice così:Nil aurum, nil pompa iuuat, nil sanguis auorum:Excipe virtutem, caetera mortis erunt.Perpetuum nihil est, tantùm post funera VirtusNomen inextinctum sola superstes habet.Hac duce carpe viam, titulos imitare tuorumPosteritas, nostris laudibus adde aliquid.Questo testamento, e particolarmente la clausola dell'vltimo verso, che io sempre hò fissa nelcuore, doue l'autore non si contenta solo ches'imiti, ma vuole ancora che si aggiunga, scu-serà me di molte e molte cose appresso di V. S.,e di tutti quelli, che bene vi porranno cura;massimamente considerando il mio stato, nelquale la fortuna mi hà tolto molti altri mezi piùfacili, per venire a qualche honorato intento.Però non ne dirò altro, bastandomi di hauereaccennato a V. S. questo poco, per mia giu-stificatione; non gia per sottrarmi alle amore-uoli censure degli amici, che le riceuerò sem-pre con buon'animo, e con gusto grande; maper difendermi dalle calunnie de' mormorato-ri, se pur ve ne fossero. Sempre hò vogliadi esser breue: ma il gusto, che hò di parlarcon V. S., mi fa impire i fogli non volendo,che non me ne accorgo. Finirò, ma primabiso-LI