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1 (1650) La Turchia
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Lettera 6. da Costantinopoli240co'i Dragomanni, il Segretario, & vn'altro gen-tilhuomo, occupa più di mezo miglio di giro.Dinanzi, haueua vna gran piazza, lasciata vo-ta da gli altri attorno; e nell'entrare, si trouauaprima vn gran padiglione rotondo, tirato in al-to, sotto all'ombra del quale restauano seruido-ri, & altre genti, a cui non era permesso di en-trar più dentro; e là restò tutta la compagniadél Signor'Ambasciadore, da noi pochi in poi,che entrammo. Attaccato a questo padiglione,che seruiua come per atrio, o portico, erano ti-rate in lunghissimo giro alcune tende, alte piùdi vn'huomo, che di fuori toglieuano la vistaalle genti, e dentro cingeuano vn grande spatiodi terra ſcoperta, come per cortile: e le tendedi fuori, erano tutte di color verde, come sonoanche quaſi tutti i padiglioni; o perche ſono ditele incerate, che tengono la pioggia, di quelcolore; ouero, per assomigliarsi al verde dellecampagne, per essere scoperti meno di lontano.Ma dentro, erano le tende tutte lauorate di ros-so a colonne, che fingeuano vn portico; e tràvna colonna e l'altra, pur lauorata di rosso, pen-deua vna finta lampana, quasi come quelle del-le nostre Chiese, che faceua bella vista. Il pa-diglione di fuori delle tende, che dissi che ser-uiua per atrio, dentro era tutto lauorato di fo-gliami