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1 (1650) La Turchia
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zu cit

De' 13. di Giugno 1615.237staffe dorate, e caualli bardati di drappi d'oroquasi fin'in terra. L'altra, non haueua bardea i caualli; & in cambio di giacchi haueuanotutti corsaletti, e morioni, fatti all'vsanza lorodi quella foggia, che erano quelli, che portò ilsopranominato galeone del Vais; e tutti eranodorati; e nel resto armati da Spahì, e vestiti ric-chissimamente. Questa fù l'ultima cosa dellamostra, e la più bella, che vi fosse. Scesi al ma-re con questo ordine, imbarcarono subito conbelle salue d'artiglierie, e passarono in Asia; cheil tratto non credo, che sia più lungo di quello,che è dal Molo di Napoli al Capo di Posilipo.Giunti là, fecero vn'altra mostra simile, con al-tra gente, che s'aspettaua a questo effetto; ac-compagnando il Bascia alla sua tenda, doue sifermo, restando attendato similmente tutto l'e-sercito intorno a lui. Haurebbe bisognato qui,se io non m'inganno, descriuere anche a V. S.tutti gli habiti diuersi di questa gente, le diffe-renze a che si conoscano gli vni da gli altri, emille altre curiosità simili: ma bisognerebbefare vn libro, che vna lettera non basta: e peròle lascio, riserbandomi ben'a portarne il libroal mio ritorno, che già lo vado mettendo insieme: cioe le figure di tutti gli habiti, dipinti almeglio che si può in Turchia; e già ne nò piùdi cin-