Druckschrift 
1 (1650) La Turchia
Seite
232
Einzelbild herunterladen
 

Lettera 6. da Costantinopoli232huomini gridando, come quelli, che di sopradissi; e poi con molta veneratione veniua porta-to lo stendardo del falso lor Profeta Mahomet-to; il quale è pur di color verde, ma di forma,differente da tutti gli altri, e par quasi vna Pira-mide, ò vna colonna, per certi ornamenti, chegli fanno, che non saprei, come ben descriuer-gli. Dietro a questo, erano menati a mano mol-ti caualli del Baſcia, bardati di drappi ricchiſ-simi fin in terra, quasi come i nostri del Carne-uale; e quelli, che li menauano a mano, eranoPaggi del Bascia, vestiti della stessa liurea dellebarde de caualli; & essi ancora andauano a ca-uallo in caualli similmente bardati, & erano ar-mati d'archi, freccie, e giacchi sotto le barde,ouero habiti che portauano, e così anco haueua-no di giacco coperta la testa; ma pur sopra lamaglia c era il berettino di drappo, simile al ve-stito. Seguiuano poi a paro i due Cadì, l'unodi Costantinopoli, e l'altro di Galatà, che è quel-la città a parte, doue noi altri habitiamo, diui-sa da Costantinopoli solamente dal braccio delmare, che fà il porto; e si dice altrimente Pera,& hà il suo Cadì, e Corte a parte, come a pun-to Borgo in Roma. Quello di Costantinopoli,come piu degno, precedeua caualcando a manmanca ſecondo l'vſo loro; perche i Turchi, alcon-