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1 (1650) La Turchia
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222Lettera 6. da Costantinopolise l' leuato dinanzi, e bisognò che il primoVezir si risoluesse di partire. Bandita la guerra,come è solito, e messasi in ordine tutta la solda-tesca, & anco le arti, che conforme al costumeloro, sono obligate di seguitare il Campo; perqualche sospetto, che c'è che possa anche rom-persi guerra in Vngheria, ordinato, che re-stassero tutti i Timarri, e tutte le militie, e sol-dati della Grecia; anzi di tutto'l paese, che connome più generale i Turchi chiamano Rume-lia. Da questo è proceduto, che l'esercito perPersia non è poi arriuato qui a quel gran nume-ro, che si diceua prima, di cento mila, e forsepiù, come credo d'hauere scritto altre volte aV. S., ò ad altri in Napoli; perche questa sol-dateſca di Grecia vna gran ſomma: e peroreſtando queſta, l'eſercito vnito qui non e ſtatomaggiore, che di venticinque mila in circa: èben vero, che per la strada anderà sempre ingros-sando con la soldatesca di tutta l'Asia; & allefrontiere del Persiano non sarà di meno, che dicento, e forse cento cinquanta mila, trà caualli,e fanti. Posti all'ordine dunque tutti quelli, chesenza toccar le genti della Grecia si poterono quiraccogliere in non più che vn mese di tempoche hebbero, che come detto erano da venti-cinque mila in circa; il Giouedì, che dissi di so-pra,