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1 (1650) La Turchia
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221De'13. di Giugno 1615.que ragguaglio, per seguir lo stile incomincia-to, di due cose curiose, occorse, e vedute da me,dopo l'vltima lettera, che le ſcriſſi. La prima èla moſtra generale dell'eſercito, ſpedito contro'lPersiano; la quale fatta il giouedì a vent'vnodi Maggio, nel modo, che dirò. Essendo riso-lutissimo il Gran Signore, e solo di sua testa,contra'l parere di quaſi tutti i grandi della Corte, di mandar questo esercito contro'l di Per-sia, dal quale si tiene, & è veramente non pocooffeso: e non giouando a Muhammed Bascià,primo Vezir, e suo genero, tutte le diligenze,che fatte per non andar Generale del Campoe per far, che si mandasse altri in luogo suo; fi-nalmente venne ordine espresso, e rigoroso, chepartisse in ogni modo, e quanto prima; per-che il Gran Signore non voleua altro General,che lui. E tutto questo auuenne per gli caldivfficij, che ne fece Muhammed Bascià secondoVezir, Eunuco bianco Giorgiano, vecchio dinouanta anni, e nella Porta di grandissimo cre-dito; il quale, per ambitione di restar egli, co-me è restato altre volte, Caimmacam, cioè Luo-gotenente in assenza del Vezir grande, che solofa tutti i negotij, ne detto tanto bene al,mostrando, che non c'è altro soggetto, che co-stui per mandare; che in somma con bel modose l'