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1 (1650) La Turchia
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dicens, chezRom

De 20. di Marzo 1615.21.che non mi ricordo. Ne mando a V. S. quà in-clusa questa poca mostra: se a caso non l'hauesseveduta, e gliene piacesse, mi auuisi, che al piùlungo al ritorno ne porterò prouiſione, che quiade$$o ce ne è quantita. Del re$to, non mi $ouuie-ne altro di nuouo, se non che è fatto Bascià delCairo (che è il primo carico fuori della Corte)colui che era gia Giannizeragà; nel cui luogo ègià succeduto vn'altro. Partirà per quella voltatrà vn mese in circa con galee, & io hò grantentatione di far questo passaggio con lui; ma midispiace, che è troppo presto per me, che nonvorrei hauermi a trattener tanto là in quei paesicaldi, e lasciar questi temperati. Basta: qualchecosa sarà. Il Chizlàr-Agà, Eunuco nero, Sopra-stante delle Donne, che è vfficio principalissimo, & era già fauoritissimo, è caduto assai digratia; perche, essendo ricchissimo, non sò ache fine, teneua a suo soldo mille huomini, eli faceua andar sempre armati co'l Gran Signo-re; dicendo che gli teneua per guardia della per-sona di lui, e che si compiaceua di spender cosìin ſeruigio del padrone le ricchezze, che da luihaueua hauute. Ma Muhammed primo Vezirhà messo in consideratione al Gran Signore, chenon era bene; e che non douea fidarsi, non po-tendosi sapere i pensieri, che potesse hauer co-stui: