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1 (1650) La Turchia
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Lettera 5. da Costantinopoli.178non verso la parte di Costantinopoli; ma versola riua di qua di Galata, ò di Pera, come voglia-mo dire, doue habitiamo, e doue stanno le casedi tutti gli Ambaſciadori. La caualcata marcia-ua con quest'ordine.Andauano, innanzi a tutti, i quattro Gian-nizzeri del Bailo; cioè, che stanno in casa suaper sua guardia, e seruigio, come hanno tuttigli Ambaſciadori: e queſti, non andauano altri-menti a piedi, co'l solo dulamàn, che è l'ha-bito proprio loro; ma a cauallo, con ferage so-pra'l dulamàn, come ogni altro, e vestiti tuttidi rosso. Seguiuano appresso circa a trenta altriGiannizzeri (Ienghiceri dourebbe scriuersi; maseguirò in questa parola l'abuso comune) cheerano degli ordinarij della militia, nell'habitoloro a piedi, & armati de'loro archibugi grossi,con vn Sciorbagi, cioè loro Capitano a cauallo:e dietro a questi, forse altrettanti Spahì a caual-lo, senza lancie; ma con archi e freccie; e poiquaranta Ciausci pur'a cauallo; dopo i quali ve-niua la famiglia del Bailo, cioè quaranta, e forsepiù Portalettere; che sono huomini di Schiauo-nia, vassalli de Venetiani, che fanno questo eser-citio di portar le lettere di qui a Venetia, chevanno tutte a carico della Republica. Andaua-no a piedi, che le lettere ancora le portano ca-mi-