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1 (1650) La Turchia
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16De 7. di Febraio 1615.altre, vennero le gioie; cioè, maniglie di piùsorti, collane, cinte, gioielli con penne d'agni-roni da portare in testa, anelli, pendenti daorecchie, e molte altre gioie, e perle da ornarei capelli, e'l resto della vita all'vsanza loro. Ven-nero poi le vesti; e quelle, doue non erano guer-nimenti d'oro di martello, come bottoni, pun-tali, e simili, non si scriueuano, quasi che nonse ne tenesse conto. Dopo le vesti, portarono lebiancherie, certo degne d'vna Regina; & io, inquanto a me, non trouo in questi paesi cosa, chemi dia più gusto di questa. Lasciamo andar lafinezza de' telami, e la bellezza della tessituraad opere diuerse, che è grandissima; ma oltradi questo, si lauorano di seta di più sorti, d'oro,e tal'vna con perle, che non si puo veder più bel-la cosa. Frà queste biancherie, c erano camicie,sciugatoi da pettinarsi, fazzoletti, & in sommaogni cosa necessaria ad vna donna. Fatta la mo-stra di tutte queste cose, e di molte altre, che nonmi souuengono, portato via il letto insiemecon tutte le robbe, e sgombrata la sala; e scen-dendo dal Soffà molte Chirazze (così chiamanoin Greco le Dame) andarono a pigliar la Sposain camera, e la condussero fuori, caminando tan-to piano (che così s'vsa in simile occasione) checredo certo, che dalla porta della camera infin'alluo-