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1 (1650) La Turchia
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De' 7. di Febraio 1615.155infin'ad hora forse le è nuouo. E se si beuessecon vino, come si bee con acqua; ardirei di so-spettare, che potesse essere il Nepenthe di Ho-mero, che Helena, secondo egli racconta, heb-be già da Egitto: poiche, per la via di Egitto apunto il Cahue qua si conduce: e così, comequello era alleuiamento d'ogni cura noioſa; questo ancora hoggi qui serue alle genti per conti-nuo trattenimento, e passatempo: consumando-si, come hò detto, le hore in conuersatione conquesta beuanda; e con la mescolanza, nel sim-posio, di mille diletteuoli ragionamenti, cheinducono per auuentura ne gli animi quella obli-si diuione de trauagli, che il Poeta dice, che il suoNepenthe cagionaua. Il Tabacco ancora vsanoqui di pigliare in conuersatione per gusto: maio non ho voluto mai prouarne: e ne haueua co-corrognitione in Italia; che molti ne pigliano: & inparticolare il Signor Cardinal Crescentio qual-che volta per medicamento, insegnatogli dal Si-er ciòlgnor Don Virginio Orsino; che primo di tutti,se io non fallo, gli anni a dietro lo portò in Ro-ma d'Inghilterra. Ma qui si piglia a tutte le ho-re per trattenimento, facendo mille giuochetticon farsi vscir quel fumo dal naso, che a loro pa-orteret re bella vista, & a me vna grande sporcheria.Le medicine, a chi ne hà di bisogno, si dannoordi-