Lettera 2. da Costantinopoli.413& altroue, gli huomini grandi. In vn capo della sala, per vna porta assai piccola, si entra nel-le stanze del padrone; il pauimento delle qualiè tutto coperto di tapeti, e le mura intorno del-le già dette maioliche dipinte: ma vna parte lapiu nobile delle camere, per tutta la ſua larghez.za, è occupata da vno strato, alto da terra quan-to è l'altezza di vn commodo seditoio, che è co-perto pur tutto di tapeti, e pieno intorno di cu-scini da appoggiarsi: & in questo luogo, chechiamano Soffà, & è capace di molte persone, sitrattiene il padrone a sedere, in conuersatione,ò negotiando, con chi gli piace; ouero, se è so-lo e vuol riposare, anche a giacere; perche, co-me hò detto vn'altra volta, passeggiare, e cami-nare in vano, quando non sia per andare a faqualche coſa, queſte genti non ſolo non l'vſanoma l'hanno per pazzia: e ci tengono noi altri pematti, quando ci veggono passeggiare, massimamente in fretta, come talhora auuiene; paren-do loro molto strano, che andiamo in quella gui-sa frettolosi, quasi con gran facende, caminan-do da vn capo all'altro delle camere, e poi tor-niamo indietro, e poi ritorniamo in là di nuo-uo, ò soli ò accompagnati, senza hauerci altroda fare. Nella casa del Bascià; che quando si di-ce senz'altro nome, s'intende del supremo, cioèdel
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1 (1650) La Turchia
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