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1 (1650) La Turchia
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etilleemtana: clranto.a moconue madialkomer esse

115De'25. di Ottobre 1614.Costantinopoli: e da fanciulla forse, Dio sà perqual caso, capitata nel Serraglio, iui, più pergratia, che per bellezza, con le sue maniere ac-cortissime si fece tanto accetta al regnante horaSultan Ahmèd, che ne è padrona a bacchetta: ecome madre del figliuolo secondogenito, essen-do morta la madre del primogenito, da tutti èriuerita come Regina, & in tutti gli affari del-l'imperio è di grandissima autorita. Di Nasùhpoi e stata sempre partialissima; come quella,che è madre di quella figliuola del Gran Signo-re, che era moglie di lui. Ma con tutto ciò, pre-sa senza saputa di lei la determinatione dellamorte di Nasùh, il venerdì, che io di sopra di-ceua, sparse voce il Gran Signore di volere an-dare alla meschita; e trà gli altri, lo fece inten-dere ancora a Nasùh, accioche venisse ad accom-pagnarlo, come e costume: con intentione, se-condo ſi dice, di farlo ammazzare in publico perla strada. Nasùh, o che temesse di questo, ò che;mandò a scusarsi co'l Gran Signore, che nonpoteua venire a seruirlo, perche si sentiua male;pregandolo, che vscisse senza lui, con gli altri Ba-scià e Veziri. Il Gran Signore, vdito questo,non volse altrimenti vscir di casa; ma rimandòvn de' suoi a visitar Nasùh, & a domandargli co-me staua: e gli mandò anche vn presente, come2quì