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1 (1650) La Turchia
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100 Lettera 2. da Costantinopoli.pur di cuoio, a diuerſi vſi, & anche per orna-mento. Alcuni di questi vasi, son cuciti, conimbottiture finissime di seta, e di altro, di varijcolori, come certe borſe da cauare e berui l'ac-qua, e di cento altre maniere. Altri, senza cu-citura, e fatti, come io penso, con forme, fannovfficio di orcioletti, di vasi da ornamento, co-me quei noſtri, ò da altari ò da tener ſopra ſtu-diuoli, alcuni altri di bacini, e di quei boccalialla Romana, che vsiamo noi per dar l'acqua al-le mani in tauola, e di mille altre fogge: essen-do tutti coloriti vagamente in vari modi, conoro, con miniature, con fogliami, e con diuer-se altre galanterie di bellezza al mio gusto nonordinaria, che io bene spesso sono andato perquelle botteghe a vedere. Di lauori notabili, vi-di ancora questi giorni passati vn luogo sù'l ma-re, nel canale, che và al Mar nero, dalla parted'Europa, paſſata Pera d'vn pezzo; doue primala terra, incuruandosi indentro, faceua vn pic-ciolo seno, accogliendo per lungo tratto ingrembo le acque del mare, che vi entrauano aſsai profonde. E perche in quel luogo vi è sù'lmare vna casa di campagna, doue il Gran Signo-re bene ſpeſſo ſuole andare a diporto; e per quel-lo incuruamento del terreno, che dando luogoall'acqua si rilieua alquanto quasi in dolci colli-nette,