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1 (1650) La Turchia
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Lettera 2. da Costantinopoli.82che, co'i suoi giardini grandissimi intorno in-torno, è cinto tutto di mura particolari, fabri-cate pur con torrioni, e guardate di continuo;di giro, come dicono, di circa a cinque miglia.Io, dalla mia finestra, scuopro i giardini di lon-tano, e molte fabriche che vi son dentro; comeanche del mare, il canale trà l'Europa e l'Asia, ilporto; e di là dal mare, la riua dell'Asia, conveduta lontana fin'al monte Olimpo, che certomi rallegra assai. C'è vn'altro gran palazzo delGran Turco, che chiamano il Serraglio vecchio,doue stanno le donne degl'Imperadori morti, &altre che non sono molto in gratia del viuo; estàquasi in mezo della citta; ma non vi è, che iosappia, altro di notabile, che gran luogo, e gran-de habitatione, con camere e giardini per mol-ta gente. Ma prima che passi ad altro, non de-uo tralasciar di dire, che questa voce Serraglio,tanto vsata frà di noi quando si parla dell'habi-tatione del Gran Turco, per idiotismo de' nostri,che non sanno la lingua, vien così corrotta dallaparola Serai, che in lingua di costoro significapropriamente Palazzo; e si dice tanto di quellodel Principe, quanto degli altri: se bene, a pun-to come fra di noi, quando si dice assolutamen-te, senz'altro nome del padrone, s'intende sem-pre della Reggia del Principe, e non di altroMa