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1 (1650) La Turchia
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70Lettera 2. da Costantinopoliche essi chiamano Kiosck: e sono salotte, ò ca-mere grandi, diuise da ogni altra fabrica intor-no, e coperte da tetti altissimi & aguzzi in fog-gia di piramide; che dentro sono ornati di $offit-ti della medeſima figura, capricciosamente inta-gliati, dorati, e dipinti: come anche le muraintorno incrostate di maioliche fine, con arabe-schi di varij colori, & alcune fin d'oro. Da ognilato hanno queste sale certi strati grandi, rileua-ti alquanto da terra, per poterui star sopra a se-dere, ò a giacere; ma sporti innanzi, a guisa diveroni, fuor delle muraglie: onde la fabrica vie-ne a pigliar forma strauagante, & a far molti an-goli e cantoni d'ogni intorno, che in proportio-nate distanze variamente si distinguono. E glistrati già detti coperti dal medesimo tetto chetutta l'altra fabrica ricuopre, senza alcun para-petto, non hanno attorno altro che gelosie, chesi aprono e serrano; per le quali, sedendo, e gia-cendo, si può goder della vista di ciò che è fuo-ri. Presso a questi Kioscki, fanno delle peschie-rette; nelle quali, il Gran Signore in particola-re, si prende gusto di far saltare, o gittar nell'ac-qua, quei suoi nani, buffoni, e muti, co'i qua-li soli, e con le sue donne, suol conuersare, ri-moto quasi affatto da ogni altro consortio: e negli angoli e risalti della fabrica; ouero in certipic-