Lettera 2. da Costantinopoli.68noscere; e lo scoglio doue è la colonna, mi par-ue tutto vna cosa con gli altri scogli della terraferma. Vidi ben molte fessure nelle pietre, fat-te dalle onde impetuose, che passano in diuersiluoghi, ma non per quelle chiamerei mai isolaalcuno di quei scogli: come a punto il Gilliostesso nel medesimo luogo afferma, che nè anche a' tempi antichi le Cyanee, nè da Orfeo, nèda Herodoto, nè da Valerio Flacco, nè da altriAutori de' più graui, furono giamai isole chia-mate; ma solo pietre, e scogli. Mi confermoben co'l Gillio, nella opinione, oche egli in piùLib. I. c.1.luoghi di quel suo libro del Bosforo Thracio as-Iib.2. c.22.lib.2. c.24. serisce, con l'autorità anche di Eratosthene, elib.3.c.5.di Dionisio Bizantino, Autore antico, da luispesso citato, ma da me non veduto: cioè, cheper le Symplegadi ò pietre Cyanee che insiemeconcorreuano, gli antichi, più tosto che isole,voleſſero intender le ripē tortuoſe di tutto quelcanale, come di sopra accennai; e come ancheArgonaur mi pare, che da Apollonio Rhodio, Poeta purlib.2.di considerabile antichità, che a lungo ne parla, non si possa cauare altrimenti. Dentro al ca-nale, nella parte di Europa, sette miglia in cir-ca lontano da Costantinopoli, stà sù'l lido quel-la famosa prigione, che chiamano le Torri delmar nero: & è vn castello forte, guardato conguar-
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1 (1650) La Turchia
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