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1 (1650) La Turchia
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Lettera 2. da Costantinopoli.64no in vero queste meschite assai belle a vedere& io voglia di portarne in Italia alcuna di-pinta, e forse tutta Costantinopoli, che credoche a' nostri architetti non dispiacerebbe di ve-derla, e vi trouerebbero qualche cosa da imita-re. Frà le altre meschite moderne, quella di Sul-tàn Solimano è la più bella di tutte, che da luisi chiama la Solimania; prendendo ciascuna ilnome da chi l' fatta; che se è Imperadore, sa- anche nel circuito di essa, ma di fuori, sepol-to. Oltra le meschite nuoue, fabricate e da Im-peradori e da Baſcià, ò da altri priuati Turchi,dopo che Costantinopoli venne in poter loroci restano anche in gran numero i tempij anti-chi, fatti già da' Christiani: ma hora la maggiorparte, e senza dubbio i migliori, se gli hannovsurpati i Turchi, facendogli meschite: ne re-stano con tutto ciò molti ancora a i Christianidel paese, che gli vfficiano secondo'l loro ritoGreco. Noi altri Latini, dentro a Costantino-poli, habbiamo due sole chiesuole assai piccole,amendue vicine in vna medesima contrada: vna,si chiama San Nicola; e l'altra, è quella Madon-na di Costantinopoli, che in Italia, e massimamente in Napoli, è di tanto famosa diuotione:a guardia delle quali vi stà vn solo frate Domeni-cano; ma per la lontananza delle no$tre habita-tioni,